Dopo l’ultimo ciclo mestruale, molte donne smettono di andare dal ginecologo, pensando che non serva più. In realtà la visita ginecologica, anche in menopausa, resta un appuntamento importante, perché cambiano i disturbi da affrontare e alcuni controlli di prevenzione continuano a valere.

Cosa cambia con la menopausa?

La menopausa si riconosce dopo dodici mesi consecutivi senza mestruazioni. Succede in media intorno ai 50 anni, con differenze da persona a persona. Il calo degli estrogeni può dare vampate, sudorazioni notturne, disturbi del sonno e cambiamenti dell’umore. Possono comparire anche secchezza vaginale, bruciore, dolore nei rapporti e infezioni urinarie più frequenti.

Non tutte le donne hanno gli stessi sintomi, né con la stessa intensità. Ma molti disturbi hanno soluzioni e per trovarle serve parlarne con lo specialista.

L’importanza della visita ginecologica anche in menopausa

Il controllo di routine resta un appuntamento importante per diverse ragioni:

  1. Gestire i sintomi. Il ginecologo valuta se e come intervenire, anche con terapie locali o ormonali quando indicate e senza controindicazioni.
  2. Continuare la prevenzione. Pap test, HPV test e controlli del seno seguono le indicazioni dei programmi di screening e le valutazioni del medico.
  3. Controllare eventuali sanguinamenti. Perdite di sangue durante la menopausa richiedono sempre una valutazione.
  4. Monitorare la salute delle ossa e del cuore. Dopo l’inizio della menopausa aumenta il rischio di osteoporosi e di malattie cardiovascolari: il ginecologo può indicare gli accertamenti da fare e gli specialisti da consultare.

Quando prenotare

In particolare, è bene valutare una visita ginecologica in questi casi:

  • sintomi che disturbano la giornata o il sonno;
  • dolore o secchezza durante i rapporti;
  • bruciore o infezioni urinarie ricorrenti;
  • perdite di sangue dopo che la menopausa è stata accertata;
  • da molto tempo non fai controlli ginecologici.

Anche senza sintomi, un controllo periodico è importante: la frequenza la stabilisce il medico in base alla tua storia clinica.

Cosa succede durante la visita?

La visita parte da un colloquio, in cui il ginecologo si informa su ciclo, sintomi, terapie in corso, familiarità, gravidanze e interventi precedenti. Segue la visita ginecologica vera e propria, che può includere un’ecografia pelvica e, se previsto, il prelievo per il pap-test o l’HPV test.

Porta con te gli esami più recenti (mammografia, densitometria, esami del sangue) e l’elenco dei farmaci. Se hai domande delicate, annotale per non dimenticarle al momento del colloquio.

Come prepararti

  1. Segna da quanto tempo non hai le mestruazioni e che tipo di sintomi hai.
  2. Raccogli i referti degli ultimi anni.
  3. Se devi fare il pap-test, evita rapporti, lavande e ovuli vaginali nei giorni precedenti, salvo diversa indicazione del centro.

In sintesi, la menopausa non chiude il capitolo dei controlli ginecologici, ma lo cambia. La visita serve a gestire i sintomi, a verificare che tutto sia in ordine e a pianificare la prevenzione per gli anni successivi.

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