Gli occhi secchi e l’affaticamento visivo sono due disturbi che spesso si presentano insieme, soprattutto se passi molte ore davanti a uno schermo o resti a lungo in ambienti dove c’è aria condizionata, vento o forte esposizione al sole. Se si ripetono spesso meritano attenzione, perché possono influenzare la qualità della vita quotidiana più di quanto si pensi, dalla lettura al lavoro, fino alla guida, in particolare con il buio.

Perché gli occhi si seccano

L’occhio secco nasce quando il film lacrimale non riesce più a lubrificare correttamente la superficie oculare. Questo può succedere per due motivi principali: la produzione di lacrime diminuisce oppure le lacrime evaporano troppo velocemente. In entrambi i casi, l’occhio resta esposto e si irrita.

Le cause più frequenti che favoriscono questo squilibrio sono diverse e molte volte si sommano tra loro:

  • L’uso prolungato di computer, smartphone o tablet riduce naturalmente la frequenza dell’ammiccamento (ovvero a chiusura e riapertura involontaria delle palpebre, che avviene circa 10-20 volte al minuto per lubrificare l’occhio e proteggerlo);
  • Gli ambienti con aria condizionata o riscaldamento seccano l’aria e accelerano l’evaporazione lacrimale;
  • Vento, sole diretto o clima secco, tipico soprattutto dei mesi estivi;
  • Uso di lenti a contatto per molte ore consecutive;
  • Influiscono anche l’età, i cambiamenti ormonali (specialmente in menopausa) o gli effetti collaterali di alcuni farmaci.

Occhi affaticati: i sintomi da riconoscere

L’affaticamento visivo si presenta spesso insieme all’occhio secco, perché entrambi derivano da uno sforzo prolungato della vista. Riconoscere i sintomi aiuta a intervenire prima che il disturbo diventi persistente. I segnali più comuni sono:

  1. Sensazione di sabbia o corpo estraneo negli occhi, come se ci fosse qualcosa che non dovrebbe esserci;
  2. Bruciore, rossore o prurito, più intenso verso fine giornata;
  3. Visione che si offusca a tratti, soprattutto dopo lunghe sessioni di lettura o di lavoro al pc;
  4. Mal di testa che compare dopo l’uso prolungato di schermi, tipicamente localizzato dietro gli occhi o alle tempie;
  5. Occhi che si stancano rapidamente anche facendo attività semplici, come guardare la tv o leggere un libro.

Se noti più di uno di questi segnali con regolarità, probabilmente il tuo stile di vita o il tuo ambiente stanno mettendo sotto stress la superficie oculare.

Rimedi pratici

Nella maggior parte dei casi non serve un trattamento complesso, ma bastano piccole abitudini quotidiane per ottenere un miglioramento già nel giro di pochi giorni.

  • Regola 20-20-20: ogni 20 minuti, guarda per almeno 20 secondi qualcosa a circa 6 metri di distanza. Questo semplice gesto riduce lo sforzo accomodativo dell’occhio;
  • Batti le palpebre più spesso: davanti agli schermi si tende a farlo fino al 60% in meno e questo peggiora la secchezza;
  • Usa lacrime artificiali, soprattutto se lavori molte ore al computer o in ambienti climatizzati: sono un rimedio semplice, sicuro e immediato;
  • Regola l’illuminazione dell’ambiente e la luminosità dello schermo, evitando contrasti troppo forti tra la stanza e il monitor;
  • Fai pause regolari, specialmente in estate o in ambienti con aria condizionata, per fare riposare gli occhi più volte durante la giornata.

Quando consultare l’oculista

Se i sintomi persistono nonostante questi accorgimenti o se peggiorano progressivamente, potrebbe esserci una causa più specifica che merita una valutazione oculistica. Può trattarsi di blefarite, di un difetto visivo non ancora corretto, oppure di una condizione più strutturale legata alla qualità del film lacrimale, che solo uno specialista può individuare con gli strumenti adeguati.

Non conviene convivere a lungo con occhi secchi o con un affaticamento visivo cronico, poiché con il passare del tempo questi disturbi possono peggiorare la qualità della vita e mascherare problemi che è meglio individuare per tempo.

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