Impianti dentali; sono sicuri?

Impianti dentali

L'implantologia orale è quella branca dell'odontoiatria che si occupa di sostituire i denti mancanti mediante l'utilizzo di impianti dentali, vale a dire elementi metallici inseriti chirurgicamente nell'osso mandibolare o mascellare.
Una delle cose più importanti che permette la soluzione implantare è di poter conservare integri i denti naturali adiacenti allo spazio creato dal dente mancante, in quanto la protesizzazione degli impianti non coinvolge i denti sani.

Impianto dentale

Che cos'è un impianto dentale?
Un impianto dentale è un sostituto artificiale della radice dentale, la parte principale del dente naturale, ed è ancorata in modo permanente nella vostra mascella e/o mandibola, per sostenere una corona singola, un ponte o una qualsiasi protesi fissa. Durante il posizionamento di un impianto dentale, l'obiettivo è quello di raggiungere uno stretto contatto tra la superficie esterna dell'impianto e il tessuto osseo circostante, in modo che queste parti possano definirsi, "fuse" insieme (osteointegrazione), creando in questo modo, un supporto stabile e duraturo per i nuovi denti.

Di che materiale è fatto un impianto dentale?
La maggior parte degli impianti dentali sono realizzati in titanio commercialmente puro, che è disponibile in 4 gradi a seconda della quantità di carbonio e ferro contenuto.
Il titanio è stato scelto in odontoiatria, per la sua estrema leggerezza (pesa quattro volte meno dell'oro), la bassa conduttività termica (circa quattordici volte meno dell'oro) e per la presenza di un modulo d'elasticità simile a quello del tessuto osseo. Questo permette l'assorbimento dei carichi masticatori, trasmessi al tessuto osseo, attraverso la struttura implantare, senza sviluppo di tensioni.
Possiede, inoltre, ottime caratteristiche di durezza, robustezza e resistenza alla masticazione. Queste condizioni sono fondamentali per il raggiungimento dell'osteointegrazione che è alla base dell'interazione impianto.
Poiché il titanio cosiddetto "commercialmente puro" contiene comunque delle impurità, è stata creata dall'ASTM (American Society for Testing and Materials) una classificazione in 4 gruppi detti rispettivamente grado 1, grado 2, grado 3 e grado 4. Per ciascuno di tali gruppi è stato definito il contenuto massimo d'azoto, carbonio, idrogeno, ossigeno e ferro nonché i valori minimi di alcune caratteristiche meccaniche.
Attualmente la maggior parte degli impianti in commercio, sono di grado 4.

NCHOFeLimite di 
elasticità
Carico di
rottura
Allun-
gam-
ento
Ti grado 10,030,100,010,180,20170 N/mm2240 N/mm224%
Ti grado 20,030,100,010,250,30275 N/mm2345 N/mm220%
Ti grado 30,050,100,010,350,30380 N/mm2450 N/mm218%
Ti grado 40,050,100,010,400,50485 N/mm2550 N/mm215%

Grado 1: titanio commercialmente puro con basso contenuto d'ossigeno. Questa qualità ha basso carico di rottura ed alta duttilità, è utilizzato per il profondo stampaggio ed è adatto alla deformazione a freddo.

Grado 2: titanio commercialmente puro con un più alto contenuto di ossigeno ed una maggior resistenza rispetto al grado 1. E' il titanio commercialmente puro più largamente usato e offre il miglior compromesso di resistenza, saldabilità e formabilità.

Grado 3: titanio commercialmente puro con contenuto d'ossigeno ancora maggiore del grado 1 e 2 (maggior resistenza e minor duttilità); inoltre è ben saldabile. E' utilizzato per la costruzione di recipienti in pressione.

Grado 4: titanio commercialmente puro con le caratteristiche di resistenza più elevate. Oltre ad essere usato in implantologia dentale, è utilizzato per organi di trasmissione e nell'industria aeronautica.

Come si esegue l'inserimento di un impianto dentale?
Prima di qualsiasi intervento chirurgico, è importante per il vostro dentista valuti la salute di denti e gengive. Se vi sono segni di malattie gengivali o di denti cariati, questi devono essere prima trattati. In seguito, il trattamento deve essere pianificato valutando, con l'ausilio di  radiografie panoramiche lo spessore e l'altezza dell'osso, in alcuni casi, è richiesta una TAC per valutare la qualità dell'osso e verificare la presenza di strutture anatomiche vicine. La procedura viene di solito effettuata in anestesia locale, la sedazione viene talvolta utilizzata se si tratta di una lunga procedura o il paziente è molto ansioso.
La mucosa orale (gengiva) in cui l'impianto deve essere inserito, viene tagliata e alzata, successivamente  un piccolo foro viene praticato nell'osso, dove è previsto l'inserimento dell'impianto. Una volta che l'impianto è stato inserito, si lascia guarire e integrarsi con l'osso per 3 o 4 mesi. In questo frangente, il tessuto osseo crescerà e si ancorerà sulla superficie microscopica dell'impianto.

Quanti denti può sostenere un impianto dentale?
Tradizionalmente, un impianto inserito nel vostro osso supporta una corona singola e questo è conosciuto come: "Monoimpianto". 
Tuttavia, se avete più denti mancanti, non è necessario un impianto per ogni dente mancante: un impianto in grado di supportare diversi denti tramite un ponte o una protesi. 
Il numero d'impianti necessari dipende dal volume e la densità del tessuto osseo disponibile in ogni sito implantare. 
Nel caso di ricostruzioni full-large, dove un arco di più denti (10 o +) hanno bisogno di essere sostituiti sia nella mascella superiore o nella mandibola inferiore, un minimo di cinque o sei impianti come minimo, in ciascuna parte sono indispensabili. Il numero esatto degli impianti necessari dipenderà dai singoli casi e il vostro implantologo è senza dubbio in grado di consigliarvi la soluzione migliore, dopo un approfondita valutazione del caso.

Sono un candidato idoneo per gli impianti dentali?
Gli impianti dentali possono essere inseriti in pazienti di qualsiasi età (con mandibole completamente sviluppate), a condizione che abbiano una sufficiente quantità e qualità del tessuto osseo disponibile. 
La maggior parte delle persone sane che mantengono un buon programma di igiene orale sono candidati adatti per gli impianti dentali. 
Fattori in cui gli impianti possono essere a rischio, sono:

  • Forti fumatori - questo rallenta e ostacola il processo di guarigione.
  • Eccessiva assunzione d'alcol - sconvolge la guarigione delle gengive.
  • Malattie parodontali gravi - tutti i tipi di malattie gengivali attivi devono essere trattati prima di qualsiasi procedura d'implantologia, per garantire il successo a lungo termine di qualsiasi trattamento. La malattia parodontale è una delle principali cause di perdita di massa ossea, che ostacolerebbero il successo di qualsiasi procedura di impianto.

Come faccio a sapere se ho abbastanza osso per inserire degli impianti?
Usando una combinazione di radiografie panoramiche (l'ortopantomografia) ed una TAC, viene correttamente valutato la  densità ed il volume osseo, ed in più vengono raccolte informazioni sulle altre strutture anatomiche vicine (come i nervi) .
Cosa succede se non si dispone di osso sufficiente per gli impianti dentali?
Le scelte per la sostituzione dei denti mancanti sono dentiere e ponti, tuttavia, vi sono vari innesti ossei e le procedure di rigenerazione dei tessuti che possono essere realizzati per permettere il trattamento con impianti dentali.

Quanto durano gli impianti dentali?
Gli impianti dentali sono stati utilizzati per oltre 30 anni per sostituire i denti mancanti e possono durare una vita a seconda di come li curiamo. Come qualsiasi altro restauro, i vostri denti impianto-supportati possono ancora essere danneggiati da traumi e affetti da malattie gengivali e scarsa igiene orale.

Che cos'è la perimplantite
La perimplantite è un evento non straordinario, che può minare sia precocemente sia tardivamente l'intimo rapporto tra superficie implantare e tessuto osseo con la perdita dell'osteointegrazione. 
Tale fenomeno sottostà ad una condizione pregressa essenziale: la presenza di una ristretta cerchia di forme di parodontopatia generalizzata dell' adulto, spesso di tipo refrattario al trattamento o rapidamente progressiva. Si tratta di forme rare ed aggressive, che spesso non rispondono se non scarsamente ai trattamenti attuati nel rispetto dei più moderni e valicati protocolli terapeutici.

Gli impianti possono avere un rigetto?
Chiariamo subito che il rigetto in implantologia non esiste.
Gli impianti dentari non possono dare rigetto.
Questo perché se analizziamo la definizione di rigetto: "Aggressione dell'organismo verso un organo in esso trapiantato, che mira, e spesso porta, alla sua distruzione."  capiamo immediatamente che si può parlare di rigetto, solo nel caso di inserimento di un organo dentro un altro organismo, che evidentemente non è il caso dell'implantologia, perché si inserisce un particolare (l'impianto) costruito con un metallo biologicamente inerte come il titanio.
Non bisogna confondere il rigetto con l'insuccesso, in medicina e quindi anche in odontoiatria tutte le tecniche hanno percentuali variabili d'insuccesso.
L'insuccesso si ha, quando un impianto non si osteointegra all'osso (non si salda all'osso) e quindi cade o deve essere rimosso.
Se in una sede un impianto ha avuto insuccesso, va rimosso , di solito è possibile inserire un nuovo impianto spostandosi di pochi millimetri, oppure nella stessa sede dopo qualche tempo.
In pazienti con una corretta igiene orale, non fumatori, non bruxisti e che fanno visite periodiche dal dentista la percentuale di insuccesso degli impianti dentari è solo del 2 % - 3%.