La Spirale come metodo contraccettivo

Spirale con rame

La spirale, o IUD dall'acronimo inglese Intra Uterine Device, è tra i metodi contraccettivi di più elevata validità. Esistono diversi tipi di spirale: Una semplice al rame e un'ormonale, almeno una di queste, lo IUD a rilascio ormonale, ha un’efficacia preventiva delle gravidanze indesiderate.

Come funziona lo IUD?

La spirale non è altro che un dispositivo di materiale anallergico di forma variabile, inserito dal ginecologo direttamente nell’utero e lasciato in sede anche per un periodo molto lungo. Nella versione a rilascio ormonale, l’Ormone rilasciato dallo IUD è un progestinico, (il progesterone è l’ormone principale della seconda parte del ciclo femminile dopo l’ovulazione), la presenza della spirale e la conseguente, tollerabile e innocua irritazione dell’endometrio al contatto con lo IUD stesso, ostacola l’impianto dell’eventuale uovo fecondato. Ricordiamo che la fecondazione non avviene nell’utero, ma nelle tube, durante il tragitto dell’uovo tra l’ovaio e l’utero dopo l’ovulazione.

D’altra parte, è inutile negarlo, anche se lo IUD non è sinonimo di aborto, può porre qualche problema etico in più rispetto alla 'pillola' che agisce impedendo l’ovulazione e, di conseguenza, la produzione di un uovo fecondabile. In effetti, il risultato contraccettivo della spirale si realizza dopo la fusione dell’uovo femminile col seme maschile, quando ormai esiste la presumibilità di sviluppo di un nuovo individuo.

Il fondamentale meccanismo d’azione contraccettivo della spirale è quello descritto: il metallo (rame) in alta concentrazione è tossico per gli spermatozoi, mentre per le spirali medicate, l'ormone lentamente rilasciato dal supporto rafforza l’azione contraccettiva principale, e in più la particolare forma crea anche una funzione di "antiannidante". In pratica, la spirale è un metodo contraccettivo con diversi meccanismi d’azione che si potenziano a vicenda

Utero con spirale

La spirale è un metodo garantito come contraccettivo?

Il tasso d’insuccesso della spirale con rame è modesto, ma non è trascurabile: circa un 4-5% di donne che usano la spirale per un anno, vanno ugualmente incontro a una gravidanza. Di conseguenza, la spirale non è un metodo contraccettivo adatto a ogni donna: sul piano pratico, questo modello di contraccezione è consigliato solamente alle donne che hanno avuto almeno una gravidanza, per essere certi della loro fertilità.
Inoltre, la spirale non dovrebbe essere immessa nelle donne soggette a infezioni vaginali, poiché i batteri potrebbero ammassarsi con più facilità in vicinanza della spirale e di conseguenza originare disturbi alquanto spiacevoli.
Soprattutto nei primi tre mesi può anche accadere che la spirale sia espulsa spontaneamente senza che la donna se ne accorga. La spirale richiede quindi che la donna sia molto attenta a se stessa e si controlli regolarmente: non tutte hanno l’attenzione, il tempo e la solerzia necessaria.
Un po’ diverso è il caso della spirale con rilascio di ormoni: a parte il problema della possibile espulsione spontanea, per il resto è efficacissima.

Quali sono i vantaggi della spirale?

Come già affermato in precedenza, lo IUD è il metodo contraccettivo di scelta nelle donne che hanno già avuto un bambino. I suoi notevoli vantaggi sono la lunga durata d’azione (da 3-5 anni), i costi che diventano trascurabili su tempi così lunghi, la ridotta necessità di controlli (è sufficiente un po’ d’attenzione della donna a se stessa), l’effetto solo locale sull’utero (la spirale non ha effetti, nemmeno indesiderati, sull’intero organismo) e la rapida ripresa della fertilità dopo la rimozione. Soprattutto, la spirale può essere utilizzata senza problemi durante l'allattamento, dopo i quaranta anni e in premenopausa.

E i rischi e controindicazioni, quali sono?

La spirale medicata (ormonale), offre un beneficio collaterale che non è di tipo contraccettivo, ma che è spesso molto utile: la riduzione della perdita mestruale, sia in termini di quantità totale di sangue, sia di durata del flusso.
A differenza di quanto avviene con la 'pillola' e i contraccettivi ormonali, nel caso della spirale la mestruazione è una vera mestruazione e non una semplice emorragia artificiale che simula una piccola mestruazione: la ridotta perdita mestruale indotta dal progestinico fa di questo tipo di spirale una valida alternativa ai trattamenti ormonali o di altro tipo delle emorragie mestruali eccessive.
Non vi sono rischi nell'uso della spirale grazie all’azione locale sull’utero, sia di quella associata al rame, sia di quella col progestinico se non quelle dette in precedenza: donne soggette a infezioni vaginali, donne che presentano qualche anomalia strutturale dell'utero o nella cervice.

In che periodo del ciclo mestruale bisognerebbe inserire la spirale?

La spirale va inserita durante il ciclo mestruale, preferibilmente negli ultimi giorni del flusso, perché in quei giorni il collo dell’utero è relativamente dilatato, ma è possibile inserirla in ogni momento del ciclo, purché non vi siano gravidanze in corso. È previsto un controllo ginecologico dopo la prima mestruazione successiva all’introduzione, in seguito è sufficiente effettuare un controllo all’anno.